Nugole

By admin

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La mattina presto, svegliati dai versi già vispi di nostro figlio, prenderlo in mezzo a noi e stare lì, a letto, ancora assonnati, a coccolarsi blandamente, senza pronunciare parola, come scimmie.

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Quelli che propugnano la democrazia diretta – oggi – in Italia! Un ideale di estrema sinistra offerto in pasto alla barbarie populista: come si fa a voler affidare uno stato, le sue leggi e la sua costituzione, a decine di milioni di persone abbrutite dalla propaganda televisiva, sempre più razziste e analfabete? Sconsiderati!

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Sperava di aver dato alle stampe un libro vario, conforme al principio classico della varietas, ma già i primi giudizi altrui lo costrinsero ad ammettere di aver scritto solo un libro disuguale, conforme al vizio moderno del disvalore.

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Il bisogno un po’ ansioso di frequentare donne ironiche. Non donne e basta. Né persone ironiche di sesso imprecisato. Ma donne, e ironiche: tipo raro e entusiasmante, la crema dell’umanità.

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Sabato mattina luminoso e fresco. Spuntino di metà mattinata con pane, affettato e un sorso di vino bianco, mentre le narici sono accarezzate dal profumo del basilico fresco – reminiscenza: analoghe situazioni passate, vagamente vacanziere; ricalco nel capriccio di gola le orme di mio padre.

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A partire da una certa età, l’emozione ha cominciato a essere un fatto di memoria, comparativo, l’effetto della sovrapposizione di due tempi: è l’appercezione presente che richiama in vita, per affinità, un vissuto remoto. Insomma, a partire da una certa età, l’emozione è soprattutto riconoscimento. E sempre un po’ nostalgica.

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Appena la morte, quella vera, si impadronisce del nostro orizzonte – un improvviso scivolone nella vecchiaia, la scoperta di una malattia incurabile ecc. –, anziché cercare di fare tutto quello che ancora si vorrebbe, mettersi a flirtare con la noia, fermarsi, non far niente: chissà che non allunghi la vita rimanente e, più la noia ci possiede, più una simile vita, se il gioco funziona, dovrebbe risultarci intollerabile, sospigendoci così, non senza pietà, tra le braccia della fine.

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Il vizio si nutre di quantità, il piacere – di qualità.

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Per la seconda volta ho visto Giulia Lazzarini in dvd, una pièce risalente a vari decenni fa, e per la seconda volta ne ho subito impotente il fascino. Più che il personaggio o l’aspetto esteriore, era il modo in cui la recitazione la riempiva ed esprimeva il suo “essere” – parola d’altri tempi. Ma non ne trovo altre, confuso come sono da un principio d’invaghimento.

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A: Si scrive nell’attesa del giorno in cui le parole non serviranno più, così come si traduce nell’attesa del giorno in cui gli uomini parleranno una sola lingua.
B: Ma se quel giorno verrà, sarà la fine dell’uomo, perché il valore dell’uomo è nella sua imperfezione e nella pluralità che essa genera. Babele è nata perché Dio non accettava che gli uomini parlassero un’unica lingua, dalla violenza di Dio siamo nati noi.
A: Tu confondi la natura con il valore. L’imperfezione è la natura dell’uomo. Da sempre il valore è nel superamento della natura, non nella sua accettazione. L’accettazione della natura umana condanna alla felicità, e la felicità alla lunga annoia. Il superamento della natura non porta forse alla felicità, ma è il riscatto dell’uomo da Dio.

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La serenità materiale, che non è certo l’abbondanza ma la certezza del pane quotidiano, è la conditio sine qua non della qualità, in qualunque sfera d’azione – e di pensiero. Non nasce niente di bello dalla fame.

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Sono entrato nell’età in cui i piccoli mali non passano più del tutto, ma “bisogna imparare a conviverci”.

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Lo scandalo ormai non è più la “rifascistizzazione” del paese in sé, ma il fatto che tutta una massa l’approvi esattamente come tale, senza nessun eufemismo.

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Ultimamente mio figlio, da quando l’ha vista per la prima volta scaricandosi senza pannolino, teme la propria cacca: subito dopo averla fatta piange, come posseduto da un improvviso disagio. Ha ventuno mesi, bisogna immaginarlo: per venti mesi ha sentito parlare della propria cacca, è stato cambiato e pulito, gli è stato detto “togliamo la cacca” e “la cacca non c’è più”, ma lui questa cacca non l’aveva mai vista – che imperdonabile distrazione parentale! –, tanto che di recente, prima di quell’episodio scatenante, chiamava così anche le arie. Poi tutt’a un tratto vede le proprie feci, si spaventa. La cacca è diventata qualcosa, un corpo concreto che si frappone, scomodo e improprio, tra lui e il pannolino.

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«Osserva, ascolta, taci. Giudica poco, domanda molto.» (August von Platen-Hallermünde)

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«Ridi e controllati: sii umano.» (Detto a mio figlio tenendolo in braccio per vestirlo.)

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Si dà sempre il peggio di sé con chi ci è più intimo e caro, mentre con gli estranei ci si sforza di apparire decantati. Natura sbagliata.

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Il sesso senza amore c’è eccome, basta confessarselo.

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Entrambi sfiniti da un lavoro come tanti, alla fine di una giornata come tutte le altre, sul divano Ikea.
- È vita, questa?
- Purtroppo sì.

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Comprese d’aver doppiato la boa della vita allorché la colite, da corsa al cesso che era, si volse in intestino pigro.

(giugno-settembre 2009)

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